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Villa d'Este Lago di Como

Villa d'Este, in origine Villa del Garovo, è una residenza patrizia rinascimentale situata sulle rive del Lago di Como nel comune di Cernobbio. Sia la villa che il parco di 25 acri che la circonda sono stati modificati sostanzialmente rispetto alla costruzione originariamente destinata come residenza estiva per il cardinale Tolomeo Gallio. Sin dal 1873, il complesso è stato destinato ad albergo di lusso.

Gerardo Landriani Capitani, Vescovo di Como, costruì qui un convento femminile nel 1442, presso il torrente Garovo. Un secolo dopo, il Cardinale Tolomeo Gallio lo demolì e commissionò all'architetto Pellegrino Tibaldi la costruzione di una residenza per uso personale. La Villa del Garovo, dall'omonimo torrente, unitamente ai lussuosi giardini, fu costruita negli anni dal 1565 al 1570 e, mentre il cardinale era in vita, divenne il luogo di vacanze di politici, intellettuali ed ecclesiasti.

Alla morte di Gallio la villa fu ereditata dai familiari, i quali, durante gli anni, la lasciarono cadere in uno stato di fatiscenza. Dal 1749 al 1769 divenne un centro per esercizi spirituali dei Gesuiti, dopodiché fu prima acquistata dal conte Mario Odescalchi, indi, nel 1778 da un certo conte Marliani.

Nel 1784 passò alla famiglia milanese dei Calderari, la quale la sottopose ad importanti restauri e creò un nuovo giardino all'italiana, con un imponente ninfeo ed un tempio con una statua del diciassettesimo secolo raffigurante Ercole che scaraventa Licas nel mare. Dopo la morte del marchese Bartolomeo Calderara, la villa passò alla consorte, Vittoria Peluso, già ballerina del Teatro alla Scala, conosciuta come la Pelusina, la quale convolò in seguito a nozze con un generale napoleonico, il conte Domenico Pino. Una piccola fortezza fu eretta nel parco in suo onore.

Nel 1815 divenne la residenza di Carolina Amalia di Brunswick, Principessa del Galles, moglie separata del futuro re Giorgio IV, che l'acquistò con un rogito in cui procuratore fu Alessandro Volta; la villa venne denominata Nuova villa d'Este, in omaggio alle presunte origini estensi di Carolina, ed il parco venne ridisegnato in stile inglese. Nel 1821, alla morte diCarolina, passò al principe Giovanni di Torlonia, e da questo ai principi Orsini.

A loro subentrò il barone Ippolito Ciani, che rese la villa un centro di irraggiamento di iniziative patriottiche. Durante la proprietà del barone, la villa ospitò anche una grande festa in costume a cui presero parte patrioti rientrati in Italia da ogni parte del mondo.

Dal 1868 al 1870 la villa divenne la residenza della Zarina di Russia Maria Feodorowna, che riportò la villa a nuovo splendore dopo i periodi precedenti di abbandono. Il biennio della Zarina è noto per le feste notturne accompagnate da fiaccolate e fuochi d'artificio.

Dopo tre anni di abbandono, grazie ad una iniziativa del sindaco di Milano Giulio Bellinzaghi e di alcuni Senatori del Regno d'Italia, venne costituita la Società Villa d'Este e l'edifico fu trasformato in un albergo di lusso. Prese in quel momento definitivamente il nome di Villa d'Este.

Nel dopoguerra, tornò ad essere un rinomato luogo di appuntamenti mondani, e fu teatro del celebre delitto Bellentani o "delitto dell'ermellino" (15 settembre 1948), un fatto che ebbe grande risonanza nella stampa dell'epoca: la contessa Pia Bellentani uccise, nel corso di una festa nei lussuosi locali, il suo amante Carlo Sacchi, coprendo la pistola con la sua stola di ermellino. Tentò subito dopo di uccidersi ma la pistola si inceppò: per l'omicidio venne condannata a soli dieci anni di reclusione, ridotti poi a sette, grazie all'attenuante dell'infermità mentale.[3] L'omonima società che gestisce l'albergo ha superato ampiamente i cento anni di vita per anni quotata al borsino o al terzo mercato, e poi sul mercato telematici Temex.

Il giardino

Il giardino presentava originariamente una impostazione cinquecentesca di cui oggi rimane bene poco. Le uniche testimonianze sono il celebre ninfeo risalente alla prima metà del seicento, decorato a mosaico con ciottoli policromi, in stile barocco romano. Il ninfeo costitutisce l'ingresso e la base del viale di Ercole, che comprende una scalinata con una doppia catena d'acqua che percorre i giardini fino alla statua di Ercole e Lica, da cui il nome. In origine, in parallelo al viale crescevano dei cipressi oggi in parte sostituiti da allori, magnolie.

Un intervento importante venne realizzato da Vittoria Peluso che fece realizzare, nella zona alta dei giardini, ad est del viale di cipressi nei giardini, le scenografie oggi ancora visibili in forma di fortificazioni contornate in un parco all'inglese con sentieri, ponti e boscaglie.

La parte inferiore dei giardini comprende ampi parti e bossi scolpiti, mentre il resto dei giardini è caratterizzato da abeti rossi, magnolie, cipressi e un grande platano.

Nel 2004 fu inaugurato il Giardino dello Chef, un orto botanico ideato sulla base del Jardin Potager.

Presente

Villa d'Este a Cernobbio vista dal lago

Villa d'Este è oggi un albergo destinato alla clientela più facoltosa, ed è inoltre meta di turismo congressuale di alto livello. Presso l'albergo si tiene annualmente il famoso Forum Ambrosetti, punto di ritrovo per i massimi vertici della politica, della finanza e dell'industria internazionale. Sin dal 1928 tutti gli anni nel mese di maggio nei giardini della villa si svolge il rinomato concorso per veicoli d'epoca: il Concorso d'eleganza Villa d'Este. Fra il 1949 ed il 1952 l'Alfa Romeo realizzo produsse, su disegno di Carlo Felice Bianchi Anderloni, trentasei esemplari di Alfa Romeo 6C 2500 SS Villa d’Este per rendere omaggio al concorso di veicoli d'epoca.

Tra il 2 e il 4 aprile 1965 ebbe luogo la riunione del Gruppo Bilderberg poi ripetutatsi fra il 24 e il 26 aprile 1987.

Nel 2008 la rivista statunitense Travel + Leisure l'ha nominata il 15º miglior hotel in Europa e il 69º miglior hotel nel mondo; mentre nel giugno 2009, la rivista Forbes l'ha nominata il miglior hotel del mondo